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Risarcimento Danni da Incidente Stradale

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Non dovrai corrispondere alcun compenso, la nostra parcella, infatti, sarà interamente addebitata alla compagnia assicurativa del responsabile del sinistro. Anche nel caso in cui la richiesta di risarcimento avesse un esito negativo, sarà Risarcimento Facile a farsi carico di tutti i costi sostenuti.

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CASI RISOLTI

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COME COMPORTARSI IN CASO DI INCIDENTE STRADALE

Come compilare il C.A.I.

Una delle prime attività indispensabili al fine di ottenere il risarcimento del danno subito a seguito di sinistro stradale da parte del Responsabile Civile è l’immediata compilazione del CAI (constatazione amichevole di incidente). Laddove sia stata constatata la piena responsabilità di uno o più soggetti coinvolti nel sinistro, potrà essere compilato il CAI che dovrà essere sottoscritto dai conducenti dei mezzi coinvolti. Il modulo CAI è importante perché riduce i tempi di gestione del sinistro e del risarcimento, oltre a chiarire l’effettiva dinamica dell’incidente.
Nel CAI dovranno essere inseriti i dati del proprietario, dei conducenti, dei mezzi coinvolti e le rispettive Compagnie Assicurative; la data e l’orario dell’incidente stradale, nonché l’indicazione di eventuali testimoni, feriti e l’intervento delle Forze dell’Ordine. Nel riquadro in basso della prima pagina del CAI dovrà essere rappresentata con un disegno – in maniera chiara ed inequivocabile – la dinamica dell’incidente.
La compilazione e consegna presso le rispettive Compagnie assicurative del modulo CAI sono necessarie al fine di denunciare il sinistro stradale occorso nonché come documentazione probante la dinamica dell’incidente.
Trattandosi di n.4 copie, ogni conducente dovrà averne n.2, una per se ed una da consegnare alla propria Compagnia assicurativa.
Tale adempimento dovrà essere effettuato entro 3 giorni dal sinistro (termini non perentori), allegando una copia del modulo compilato e sottoscritto alla richiesta di risarcimento del danno.
In caso di incidente stradale tra due mezzi dovrà essere utilizzato un modello CAI, oppure due modelli se nel sinistro sono coinvolti tre veicoli e così via.
Se il modulo CAI viene firmato da entrambi i conducenti, oltre a valere quale “denuncia” del sinistro, vale anche come “accordo” tra le parti circa la dinamica dell’incidente stradale con le relative responsabilità, e sarà molto più semplice e veloce ottenere il risarcimento.
Data l’importanza di questo documento, è consigliabile avere sempre una copia del modello CAI all’interno della vettura per poterlo utilizzare in qualsiasi momento.
Il modulo CAI potrà essere agevolmente richiesto presso la propria Compagnia Assicurativa, oppure potrà essere facilmente scaricato dal nostro sito, cliccando sul seguente link: modulo C.A.I.

Richiesta di intervento delle forze dell'ordine

E’ sempre importante – in caso di incidente stradale – richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine (Polizia Locale,Polizia Stradale, Carabinieri), soprattutto quando si tratta di incidenti gravi e con feriti e laddove le parti non abbiano sottoscritto CAI e quindi non vi sia chiarezza sulle responsabilità nell’incidente stradale occorso.
Le Forze dell’Ordine intervenute redigono “verbale di sopralluogo”,completo di planimetria, dinamica, fotografie, testimonianze.Tale documento viene reso disponibile alle parti coinvolte nell’incidente nei giorni successivi l’accaduto. In presenza di feriti, il verbale potrà essere disponibile non prima che siano trascorsi 90 giorni dall’incidente. In caso di sinistro stradale mortale (o con presenza di feriti gravi) servirà, per il ritiro, il “nulla osta” rilasciato dalla Procura della Repubblica competente.
L’intervento delle Forze dell’Ordine rafforza la pretesa risarcitoria anche quando vi sia la sottoscrizione da parte di entrambi i conducenti del CAI, in quanto le compagnie assicurative dei mezzi coinvolti potrebbero contestare la dinamica dell’incidente eccependo l’incompatibilità del danno lamentato, ovvero l’inesistenza del sinistro.Pertanto, è consigliabile richiedere l’intervento delle Forze dell’Ordine.

La documentazione fotografica

La documentazione fotografica ritraente i veicoli coinvolti al momento dell’incidente (luoghi, auto, targhe, danni, ecc.) è indispensabile al fine di provare l’effettiva dinamica dell’incidente, le targhe dei mezzi, i danni subiti dai veicoli, i luoghi di accadimento del sinistro stradale, la posizione post urto dei veicoli, eventuali tracce di frenata ecc.
Tale documentazione potrà essere utilizzata sia in sede stragiudiziale, sia in sede giudiziale.
Tale prova fotografica rafforza la pretesa risarcitoria anche laddove vi sia la sottoscrizione da parte di entrambi i conducenti del CAI, in quanto le compagnie assicurative dei mezzi coinvolti potrebbero contestare la dinamica dell’incidente eccependo l’incompatibilità del danno lamentato, ovvero l’inesistenza del sinistro. Pertanto è sempre consigliabile documentare fotograficamente il sinistro.

Documentazione testimoniale

Le dichiarazioni testimoniali assumono un ruolo determinante al fine di ottenere il risarcimento del danno a seguito di sinistro stradale, soprattutto quando non ci sia accordo tra le parti sulle relative responsabilità. Le testimonianze andranno compilate con le generalità del testimone, indicando la data, l’orario e la dinamica dell’incidente, nonché le targhe dei mezzi coinvolti. Dovranno poi  essere allegati documento di identità e codice fiscale del testimone. Le dichiarazioni testimoniali potranno essere utilizzate sia in sede stragiudiziale che giudiziale.
Le dichiarazioni testimoniali rafforzano la pretesa risarcitoria anche laddove vi sia la sottoscrizione da parte di entrambi i conducenti del CAI, in quanto le compagnie assicurative dei mezzi coinvolti potrebbero contestare la dinamica dell’incidente eccependo l’incompatibilità del danno lamentato ovvero l’inesistenza del sinistro.

COME INOLTRARE LA RICHIESTA DI RISARCIMENTO DANNI ALLA COMPAGNIA ASSICURATIVA

Inoltro della richiesta risarcitoria​

La richiesta risarcitoria (sia in caso di indennizzo diretto sia in caso di RCA) va inoltrata sia presso la sede legale della propria Compagnia Assicurativa, sia presso la sede legale della Compagnia Assicurativa del responsabile del danno.
Tale richiesta va inoltrata o a mezzo Raccomandata A.R. oppure a mezzo PEC (Posta Elettronica Certificata) e deve obbligatoriamente contenere, come precisato dall’art. 148 del Codice delle Assicurazioni  Nome, cognome residenza e codice fiscale dei soggetti aventi diritto al risarcimento; età, attività e reddito; dinamica e circostanze nella quali è avvenuto l’incidente (luogo, data, ora, descrizione dei mezzi coinvolti, targhe, compagnie assicurative ecc.); data e ora di disponibilità ad eventuali verifiche atte ad accertare l’entità dei danni; valutazione complessiva dei danni subiti (spese meccaniche, di carrozzeria, di trasporto ecc.).Certificati medici, eventuale perizia medico-legale di parte, spese mediche documentate, dichiarazione ai sensi dell’articolo 142, comma 2, o, in caso di decesso, lo stato di famiglia della vittima. In caso di richiesta non completa, comunque, l’impresa di assicurazione è tenuta a richiedere al danneggiato le necessarie integrazioni.

 

Responsabilità piena e concorso di colpa

Quando si parla di incidente stradale si parla di “piena responsabilità” o  di “concorso di colpa” del conducente o dei conducenti che hanno provocato il sinistro. A seconda della percentuale di colpa, la compagnia assicurativa del  responsabile sarà tenuta a corrispondere il risarcimento nella relativa misura percentuale.
Dal 1° gennaio 2017, in caso di incidente stradale nel quale sono coinvolti non più di due mezzi, è applicabile lo strumento dell’ indennizzo diretto mediante il quale il danneggiato potrà richiedere il risarcimento alla propria compagnia di assicurazioni.
Laddove i veicoli coinvolti siano maggiori di due ci si dovrà rivolgere alla Compagnia assicurativa del responsabile.                                                                  In caso di incidente provocato da un mezzo non assicurato, invece,  per ottenere il risarcimento del danno subito occorre fare riferimento al fondo di garanzia per le vittime della strada

Tempi e modalità di risarcimento del danno

La tempistica del risarcimento danni è variabile a seconda dei casi.
In caso di sottoscrizione C.A.I. (constatazione amichevole di incidente) da parte di entrambi i conducenti – come abbiamo già detto – i tempi si riducono, ma si allungano laddove vi siano – oltre ai danni alle vetture – anche lesioni personali.         Pertanto, in caso di sottoscrizione da parte dei due conducenti del C.A.I. e trovandoci nella più frequente situazione di indennizzo diretto, dopo l’avvenuta consegna del CAI alla propria Compagnia di assicurazioni, questa avrà solo 30 giorni per nominare un proprio perito tecnico per la quantificazione del danno ed effettuare l’offerta risarcitoria.                                                                                        In caso di lesioni personali derivate dall’incidente stradale, la Compagnia di assicurazioni, avrà solo 60 giorni per nominare un proprio perito medico-legale per la quantificazione del danno ed effettuare l’offerta risarcitoria.                      Nel caso in cui l’importo offerto dalla compagnia assicurativa non sia soddisfacente, ovvero sia inferiore rispetto al danno effettivamente sofferto, lo stesso  potrà essere trattenuto dal danneggiato a titolo di acconto sulla maggiore somma pretesa per il danno subito.                                                  Laddove, invece, la Compagnia Assicurativa non provveda all’offerta entro il termine di 30 giorni (o 60 in caso di lesioni personali) potrebbe subire una sanzione da parte dell’IVASS.

In caso di mancata sottoscrizione del C.A.I. ma nella frequente situazione di indennizzo diretto, la richiesta risarcitoria andrà formalizzata con Raccomandata A.R. ed indirizzata alla sede legale della propria Compagnia Assicurativa, la quale avrà massimo 60 giorni (decorrenti dalla data di ricezione della raccomandata, per istruire la pratica ed effettuare offerta risarcitoria e/o 90 giorni in caso di lesioni personali.
L’assicurato sarà comunque tenuto entro 3 giorni a denunciare il sinistro ex art. 143 CDA e art. 1913 cc 

Infine, nella casistiche indicate di impossibilità di applicazione del procedimento di indennizzo diretto, ad esempio in quella più frequente di lesioni personali subite a seguito di incidente stradale che superino l’invalidità permanente del 9%, oppure in caso di incidente con veicoli stranieri, si applicherà il procedimento ordinario R.C.A., pertanto la richiesta risarcitoria andrà formalizzata con Raccomandata A.R. ed indirizzata alla sede legale della Compagnia Assicurativa del responsabile dell’incidente, la quale avrà 60 giorni per effettuare l’offerta risarcitoria dei danni materiali e/o 90 giorni per le lesioni personali.

INDENNIZZO DIRETTO ED R.C.A.

Il c.d. “indennizzo diretto” è un procedimento di liquidazione del risarcimento più semplice e veloce, frutto del Decreto Bersani 01.02.2007, mediante in quale il danneggiato da un incidente stradale può richiedere il risarcimento direttamente alla propria compagnia di assicurazioni, laddove la responsabilità totale o parziale sia dell’altra persona.
La compagnia assicurativa, dopo aver ricevuto la richiesta di risarcimento del danno, ha massimo 60 giorni per la liquidazione dei danni a cose e massimo 90 giorni per la liquidazione delle lesioni personali (salvo sottoscrizione CAI, nel qual caso i termini si dimezzano: rispettivamente a 30 giorni e 60 giorni).
Purtroppo però la procedura di “indennizzo diretto” non è sempre esperibile e si dovrà procedere  con il risarcimento ordinario (ovvero rivolgendosi alla Compagnia assicurativa del responsabile dell’incidente stradale RCA) nei seguenti casi:
• Quando i mezzi coinvolti nell’incidente sono superiori a “due”;
• Quando l’incidente si è verificato fuori dal territorio italiano;
• Quando uno dei veicoli non risulta assicurato;
• Quando uno dei mezzi coinvolti non è immatricolato in Italia;
• Quando uno di due mezzi non è un veicolo a motore;
• Quando il danno non deriva dalla circolazione di veicoli;
• Quando le lesioni subite siano superiori a 9% di invalidità permanente o in caso di incidente stradale mortale;
• Quando non c’è contatto tra i due mezzi.
Pertanto, nei casi in cui è applicabile l’”indennizzo diretto, la richiesta risarcitoria andrà presentata presso la sede legale della propria compagnia assicurativa mediante raccomandata A.R. (o P.E.C. – posta elettronica certificata) con allegato il C.A.I..

 

Procedimento ordinario (cosiddetto R.C.A.)

Allorquando invece ci si trova nelle ipotesi sopra elencate di esclusione della procedura di “indennizzo diretto”, si applicherà il procedimento ordinario “R.C.A.”, ovvero la persona che ha subito danni si dovrà rivolgere per la richiesta di risarcimento dei danni subiti alla compagnia assicurativa del responsabile dei danni.

Anche in questo caso la richiesta di risarcimento danni andrà inoltrata con Raccomandata A.R (o P.E.C.) presso la sede legale della Compagnia Assicurativa R.C.A., la quale avrà 30 giorni per effettuare offerta risarcitoria in caso di presentazione di C.A.I. doppia firma, altrimenti – in assenza di CAI avrà 60 giorni per la liquidazione dei danni materiali e 90 giorni in caso di lesioni personali.

QUALI SONO I DANNI RISARCIBILI E COME SI EFFETTUA IL CALCOLO DEL RISARCIMENTO DANNI

Danni materiali

I danni materiali sono i danni di natura esclusivamente patrimoniale che subiscono le vittime dell’incidente.
La Compagnia di assicurazione nomina un suo fiduciario tecnico “PERITO” che redigerà apposita perizia con indicata la quantificazione del danno.
Ci sono diversi tipi di danno materiale:
a) danni al veicolo: come conseguenza di un incidente stradale il proprietario ha diritto a ricevere il costo della riparazione del veicolo danneggiato sia per danni alla carrozzeria sia alle parti meccaniche. Per poter ottenere il risarcimento di questa tipologia di danni è necessario consegnare alla compagnia assicurativadocumentazione giustificativa della spesa sostenuta (preventivi, fatture, ecc), nonché dei danni subiti (documentazione fotografica e/o testimoniale, perizia tecnica e/o di stima dei danni, ecc.);
b) danni da fermo tecnico:il fermo tecnico è il cosiddetto danno che deriva dall’impossibilità di utilizzare il veicolo danneggiato per il tempo necessario alla riparazione dello stesso. Per poter dimostrare tale tipologia di danno, al fine di ottenere il risarcimento relativo, è necessario consegnare alla Compagnia assicurativa la fattura del riparatore (meccanico e/o carrozziere) oltre alla fattura del locatore auto relativa al periodo di fermo tecnico.
c) FRAM (fermo reperimento analogo mezzo), bollo e assicurazione non goduti: oltre alla liquidazione delle spese conseguenti alla riparazione del mezzo danneggiato ed la fermo tecnico, al danneggiato spetta altresì la spesa sostenuta e residuale del bollo, le spese necessarie per la ricerca di altro veicolo usato che abbia le stesse caratteristiche di quello danneggiato, nonché il costo della sua eventuale radiazione e della nuova immatricolazione di altra vettura.
Infatti, laddove il costo della riparazione del veicolo danneggiato risulti “antieconomico”,in quanto superiore al valore commerciale del mezzo, la liquidazione del risarcimento- secondo costante giurisprudenza – andrà effettuata tenuto conto del valore commerciale del mezzo prima del sinistro maggiorato delle spese di demolizione del relitto, di quelle di immatricolazione di una nuova autovettura, detratto il valore del relitto, oltre al FRAM.
d) soccorso, traino e custodia: anche le spese di soccorso, di traino e custodia del mezzo verranno riconosciute su presentazione di idonea documentazione fiscale e non (fattura e/o preventivo di spesa).

Lesioni Personali

Le lesioni personali sono i danni fisici e psichici subiti dalla vittima di un incidente stradale. Anche per la loro quantificazione la Compagnia di assicurazione nomina un suo fiduciario medico-legale che redigerà apposita perizia con indicata la quantificazione del danno in termini percentuali di “invalidità permanente”, “invalidità temporanea” e “spese mediche” .
L’”invalidità temporanea” corrisponde al periodo in cui il danneggiato, a seguito di incidente stradale, è impossibilitato a svolgere le attività lavorative giornaliere, si tratta però di una situazione destinata a risolversi nel tempo.
Al fine di ottenere il risarcimento di questo tipo di lesione è necessario esibire un’idonea certificazione medica. L’Invalidità temporanea può essere ASSOLUTA, quando la persona è totalmente impossibilitata e/o PARZIALE, allorquando la persona non è totalmente impossibilitata. In quest’ultimo caso il risarcimento viene riconosciuto in misura percentuale (100%-75%-50%-25%).
Le tabelle del danno attualmente in vigore sono aggiornate al 2017 e prevedono una quantificazione del danno giornaliera assoluta (100%) di € 46,88 (link).
L’”Invalidità permanente” è quella lesione fisica grave ed irrimediabile che condiziona per sempre la vita del danneggiato. Per essere risarcita deve essere naturalmente successiva all’incidente stradale subito ed eziologicamente collegata allo stesso. Si distinguono lesioni “micropermanenti” e “macropermanenti”.

Le lesioni micropermanenti (da 1 a 9 di I.P.%)sono quelle lesioni fisiche di lieve entità quantificate da 1 a 9 punti percentuali di danno biologico.
Al fine di giungere alla quantificazione delle cosiddette lesioni personali “di lieve entità” (da 1 a 9 di I.P.%) è necessario acquisire preventivamente il parere scritto di un professionista medico-legale, specialista in medicina legale e delle assicurazioni, il quale, sulla base dei danni fisici (stabilizzati) subiti dalla vittima, del periodo di invalidità totale e parziale e delle spese mediche sostenute, redigerà una relazione medico-legale effettuando una quantificazione della Invalidità Permanente in termini percentuali oltre ad una quantificazione dei giorni di inabilità totale e parziale, sempre in termini percentuali, quantificando infine le spese mediche sostenute.
Laddove dovesse sussistere anche un danno di natura morale, questo dovrà essere riconosciuto sempre in termini percentuali dal medico-legale e supportato da idonea documentazione medica (ad esempio certificazioni specialistiche neurologiche, psicologiche, psichiatriche, ecc)
Sulla base di tale quantificazione soltanto si potrà effettuare il calcolo prendendo come riferimento le attuali tabelle del danno biologico di lieve entità che potranno essere reperite sul nostro sito.

Le lesioni macropermanenti (da 10 a 100 di I.P.%) sono quelle lesioni fisiche gravi quantificate da 9 a 100 punti percentuali di danno biologico.

Anche per il calcolo delle lesioni gravi occorrerà acquisire un parere medico-legale scritto come sopra. A differenza delle lesioni di lieve entità nelle lesioni macro-permanenti il danno morale è già contenuto nella percentuale di invalidità permanente e si applicheranno le cosiddette tabelle del danno non patrimoniale. E’ indirizzo della consolidata Giurisprudenza della Suprema Corte di Cassazione utilizzare per tutto il territorio italiano le Tabelle del danno non patrimoniale redatte ed aggiornate dall’Osservatorio del Tribunale di Milano, ciò al fine di evitare disparità di trattamento territoriale. Per facilitare il calcolo – sempre sul nostro sito – è stato predisposto il calcolo automatico e sarà, quindi sufficiente inserire i dati di cui sopra per ottenere il la somma corrispondente al risarcimento di diritto.

Danni Riflessi

Corrispondono a quei danni non patrimoniali conseguenti al sinistro stradale che si producono non nella sfera della vittima diretta del fatto illecito, ma nei suoi prossimi congiunti.
La recente Giurisprudenza applica estensivamente l’art. 1223 c.c ai fini dell’applicazione del danno non patrimoniale considerando risarcibili sia gli effetti lesivi che costituiscono la conseguenza immediata e diretta del danno ma, anche, quelli che risultano la conseguenza normale di un determinato antecedente causale (id quodplerunqueaccidit). Allo stesso modo però la medesima Giurisprudenza ha stabilito i requisiti indispensabili per ottenere il risarcimento:
• è necessario che sussista una relazione con la vittima diretta del fatto illecito fondata su un vincolo familiare (matrimonio) riconosciuto dalla legge ovvero su una situazione di fatto qualificata (ad es. convivenza more uxorio);
• è necessario che si tratti di una lesione apprezzabile in relazione al rapporto esistente con la vittima e che ci sia l’incidenza concreta sullo svolgimento della relazione;
La Giurisprudenza tende, quindi, ad escludere la risarcibilità del mero-lontano grado parentale laddove non vi sia effettiva lesione nella sfera giuridica del parente della vittima.
Pertanto, la perdita o la grave lesione del rapporto parentale è fonte iure proprio del diritto al risarcimento del danno in capo ai prossimi congiunti della vittima diretta del fatto illecito.
In pratica, chi in conseguenza di un grave incidente stradale ha subito la lesione o, peggio, la perdita della propria relazione familiare, è legittimato ad agire in giudizio per vedersi riconoscere il proprio diritto al risarcimento del danno non patrimoniale, in termini di peggioramento della qualità della propria vita e di sofferenza morale transuente.
Ai fini della quantificazione del danno il Giudice in Sentenza dovrà dare dimostrazione di aver tenuto conto di tutti gli aspetti del danno così come prodottosi e con le peculiarità del caso concreto e conseguente.
La Giurisprudenza maggioritaria della Suprema Corte di Cassazione utilizza le Tabelle in vigore presso il Tribunale di Milano poiché rispecchiano più fedelmente i valori risarcitori da utilizzare per la quantificazione del danno.
Sempre con riferimento al danno da liquidare ai prossimi congiunti della vittima, la Giurisprudenza della Suprema Corte è unanime nel ritenere che tale danno dovrà essere valutato complessivamente e equitativamente, tenendo conto della relazione affettiva del danneggiato con la vittima, danno che inevitabilmente si riflette sulla sfera giuridica-affettiva del prossimo congiunto; tale voce di danno andrà quindi liquidata attraverso la valutazione del caso concreto, escludendo così ogni automatismo liquidativo.

La personalizzazione del danno e le ultime direttive della Corte di Cassazione

La cosiddetta “personalizzazione del danno” corrisponde al maggior danno che deriva alla persona dalle conseguenze peculiari del caso concreto e si distingue dalle conseguenze comuni. La prova deve essere specifica e non generica e, al fine di effettuare una corretta liquidazione del danno non patrimoniale bisogna considerare tutte le conseguenze dannose dell’illecito evitando comunque la duplicazione dei danni. In sede istruttoria, bisogna procedere ad un articolato e approfondito accertamento, in concreto e non in astratto, dell’effettiva sussistenza dei pregiudizi affermati (o negati) dalle parti, richiedendo tutti i necessari mezzi di prova. In pratica bisogna accertare specialmente come e quanto sia mutata la condizione della vittima rispetto alla vita condotta prima del fatto illecito.
6. In presenza d’un danno permanente alla salute, costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e l’attribuzione d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi di cui è già espressione il grado percentuale di invalidità permanente (quali i pregiudizi alle attività quotidiane, personali e relazionali, indefettibilmente dipendenti dalla perdita anatomica o funzionale: ovvero il danno dinamico-relazionale).
In pratica, la personalizzazione del danno andrà ad aumentare la misura del risarcimento prevista dalla legge soltanto in presenza di conseguenze dannose del tutto anomale ed affatto peculiari.
Le conseguenze dannose da ritenersi normali e/o ordinarie (quelle che sono normalmente previste per la medesima invalidità) non giustificano alcuna personalizzazione in aumento del risarcimento.
E’ stato chiarito dalla Suprema Corte che ”in presenza d’un danno alla salute, non costituisce duplicazione risarcitoria la congiunta attribuzione d’una somma di denaro a titolo di risarcimento del danno biologico, e d’una ulteriore somma a titolo di risarcimento dei pregiudizi che non hanno fondamento medico-legale, perché non aventi base organica ed estranei alla determinazione medico-legale del grado percentuale di invalidità permanente, rappresentati dalla sofferenza interiore (quali, ad esempio, il dolore dell’animo, la vergogna, la disistima di sé, la paura, la disperazione). Ove sia correttamente dedotta ed adeguatamente provata l’esistenza d’uno di tali pregiudizi non aventi base medico-legale, essi dovranno formare oggetto di separata valutazione e liquidazione (come è confermato, oggi, dal testo degli artt. 138 e 139 cod. ass., così come modificati dall’art. all’articolo 1, comma 17, della legge 4 agosto 2017, n. 124, nella parte in cui, sotto l’unitaria definizione di “danno non patrimoniale”, distinguono il danno dinamico relazionale causato dalle lesioni da quello “morale”).
Con riferimento alla liquidazione del danno non patrimoniale ed alla c.d. “personalizzazione del danno forfettariamente determinato mediante metodo tabellare, è compito del Giudice mediante l’istruttoria far affiorare e dare risalto ad alcune situazioni specifiche della fattispecie. Le tabelle di Milano già prevedono le conseguenze ordinarie corrispondenti alla percentuale di danno ed all’età del danneggiato, oltre a prevedere una “compensazione del danno forfettaria in misura sempre percentuale.
Naturalmente è necessario articolare analiticamente al Giudice le particolari circostanze e voci di danno inerenti al caso ed il loro collegamento alla persona ed alla sua esperienza di vita, non essendo sufficiente allegare circostanze solo genericamente individuate, altrimenti il Giudice potrebbe rilevare una richiesta di “duplicazione risarcitoria”.

INCIDENTE CON AUTO SENZA ASSICURAZIONE

Il Fondo Vittime della Strada

Il Fondo Vittime della Strada è un ente che opera dal 1971, amministrato dalla CONSAP sotto la vigilanza del Ministero dello Sviluppo Economico. Si tratta di un Istituto che tutela le “vittime” che hanno subito un incidente stradale e che non hanno la possibilità di rivolgersi alla Compagnia Assicurativa del responsabile del sinistro stradale per assenza di copertura assicurativa (oltre che in altri casi). Il Fondo viene finanziato dagli stessi conducenti/assicurati i quali corrispondono in occasione del pagamento del premio assicurativo RCA un’aliquota del 2,5% del premio destinata, appunto, a confluire nel Fondo Vittime della Strada. La procedura per richiedere il risarcimento è la seguente: bisogna inoltrare Raccomandata A.R. (o PEC) all’”impresa assicurativa designata” dall’IVASS (link) per la gestione del sinistro, impresa che viene individuata sulla base della data del sinistro stradale e della Regione in cui è avvenuto. Il massimale di risarcimento attualmente in vigore dal 11.06.2017 è di € 6.070.0000,00 per danni alle persone per sinistro e di € 1.220.000,00 per danni a cose per sinistro. Per i massimali per sinistri avvenuti prima dell’11.06.2017 consultare il link (Precedentemente a far data dall’11 giugno 2012 € 5.000.000,00 per danni a persona per sinistro, € 1.000000,00 per danni a cose per sinistro; a far data dall’11 dicembre 2009, € 2.500.000,00 per danni a persona per sinistro ed € 500.000,00 per danni a cose per sinistro).Per consultare i massimali di legge relativi ai sinistri verificatisi prima di tali date clicca qui.

Quando rivolgersi al Fondo Vittime della Strada

1. Quando i veicoli o i natanti non sono assicurati: in questo caso il Fondo risarcisce le lesioni personali e i danni materiali subiti (in caso di danni materiali si applicherà una franchigia di Euro 500,00).

2. Quando i veicoli o i natanti non sono identificabili: in questo caso il Fondo risarcisce soltanto le lesioni personali, anche se a seguito del Dlg.vo n.198 del 6 novembre 2007, vengono risarciti anche i danni materiali soltanto in caso di “danni gravi alla persona” con una franchigia di Euro 500,00. 

3. Quando i veicoli circolano contro la volontà del proprietario: in questo caso il Fondo risarcisce le lesioni personali e i danni materiali subiti.

4. Quando i veicoli o i natanti sono assicurati con Imprese assicurative che si trovano in liquidazione coatta amministrativa: qualora il sinistro sia causato da un veicolo spedito da uno Stato facente parte dello Spazio Economico Europeo (Paesi della UE + Islanda, Norvegia e Lichtenstein) nel territorio italiano, a far data dalla accettazione della consegna del veicolo e fino allo scadere del termine di 30 giorni (Art. 283, comma 1, lett. d-bis), saranno risarcibili sia le lesioni personali sia i danni materiali subiti.
Qualora il sinistro sia causato da un veicolo estero recante una targa che non è corrispondente allo stesso veicolo (Art. 283, comma 1, lett. d-ter), saranno risarcibili sia le lesioni personali sia i danni materiali subiti.

RISARCIMENTO PEDONE INVESTITO

Allorquando è il “pedone” ad essere coinvolto in un incidente stradale e subisce lesioni personali e/o danni materiali come conseguenza di un investimento o addirittura muore a seguito di in un incidente stradale, non si applica la procedura dell’”indennizzo diretto”, ma è necessario richiedere il risarcimento dei danni al “responsabile civile” dell’incidente stradale, ovvero alla Compagnia di Assicurazioni che assicura il mezzo condotto dal responsabile dell’incidente. Nel caso in esame il conducente del mezzo dovrà fornire la prova di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno ai sensi e per gli effetti di cui all’art. c.c.
Purtroppo l’investimento del pedone è una casistica molto frequente nella realtà, ed è molto difficile dimostrare l’assenza di colpa del conducente del mezzo; quasi sempre, infatti, la responsabilità ricade su di lui e quasi mai sul pedone. Puo’ accadere, però, che venga dimostrato come il comportamento del pedone possa aver contribuito al verificarsi dell’incidente e, pertanto, possa parlarsi di “concorso di colpa” del pedone tale da incidere sulla liquidazione del danno del danno. Ciò potrà accadere tutte le volte in cui il pedone adotti un comportamento in violazione delle norme del Codice Stradale (art. 190 CDS). Ad esempio quando non attraversi la strada sulle strisce pedonali. Laddove il conducente riesca a provare la violazione delle norme del CDS da parte del pedone e che tale violazione abbia inciso sulla verificazione dell’incidente stradale, potrà beneficiare di una riduzione del risarcimento in favore del danneggiato.
Al contrario, il pedone vittima dell’investimento, al fine di ottenere il risarcimento del danno subito dovrà nell’immediato chiedere l’intervento dei sanitari (118 e/o Pronto Soccorso) al fine di ottenere: le prime cure, la refertazione dell’incidente, nonché effettuare gli accertamenti tecnico-diagnostici (RX, R.M., TAC, ecc.). E’ necessario far intervenire le Forze dell’Ordine sul luogo dell’incidente al fine di effettuare i necessari rilievi ed eventualmente sentire testimoni presenti al momento dell’incidente. E’ necessario individuare eventuali testimoni che hanno assistito al fatto in grado di dichiarare la dinamica dell’incidente, questo anche in presenza della “dichiarazione di responsabilità” del conducente del mezzo, in quanto la Compagnia assicurativa potrebbe non risarcire il danno in assenza di prova. Infine è indispensabile acquisire i dati del conducente e del mezzo investitore e procedere  con l’inoltro della richiesta risarcitoria.

 

GARANZIE ACCESSORIE CONSIGLIATE OLTRE ALLA R.C.A.

Le sopra specificate “Garanzie Accessorie” possono essere aggiunte alla polizza obbligatoria R.C.A. ed assicurare i danni materiali o le lesioni subite dal conducente e dal proprietario anche in caso di responsabilità personale nell’incidente.

Polizza Kasko

La “Polizza KASCO” è facoltativa e risarcisce l’assicurato dai danni materiali subiti dal proprio veicolo. È una polizza costosa, ma utile per proteggere auto nuove e costose e ben si adatta ai “neo patentati” che non hanno molta esperienza nella guida. LaKascorisarcisce i danni subiti dal proprio veicolo, mentre la polizza R.C. risarcisce i danni provocati a terzi. Con la Kasco si ha diritto al risarcimento anche se il sinistro stradale è stato provocato dall’assicurato.

Polizza Garanzia Collisione

La “Polizza Garanzia collisione” è facoltativa e risarcisce l’assicurato dei danni materiali subiti dal proprio veicolo. Anch’essa è una polizza costosa, ma utile per proteggere auto nuove e costose e ben si adatta ai “neo patentati” che non hanno molta esperienza nella guida. A differenza della “polizza Kasco” che copre generalmente tutti i danni provocati al proprio mezzo durante la circolazione stradale e risarcisce anche i danni di “uscita fuori strada” e “urti contro un muro”, la “garanzia Collisione” risarcisce i danni subiti provocati al proprio mezzo nel caso in cui avvenga uno scontro /collisione con un altro veicolo “individuato”. La polizza Kasco, naturalmente ha cosi maggiori rispetto alla seconda.

Polizza Infortuni

La “Polizza Infortuni conducente” consente al conducente che ha subito lesioni personali a seguito di un incidente stradale del quale è responsabile, di ottenere un indennizzo. In genere questo tipo di polizze accessorie garantiscono la copertura del rischio “morte” e “invalidità permanente” del conducente danneggiato, oltre alle spese sanitarie. In queste polizze spesso è prevista una franchigia, ovvero un tetto minimo di percentuale di invalidità permanente (ad es. 3% – 5%) sotto la quale non si ha diritto ad alcun indennizzo; è altresì previsto anche un tetto massimo di rimborso dell’indennizzo oltre il quale la compagnia non risarcisce il danno (ad un più alto massimale corrisponde un maggior costo di premio assicurativo. Ecco perché all’atto della sottoscrizione del contratto è importante controllare con molta attenzione le clausole contrattuali e soprattutto quelle di esclusione.

“Tre anni fa, dopo un incidente disastroso in autostrada, avevo perso l’uso delle gambe per le fratture multiple che avevo subito! Finalmente ho avuto ragione e sono stata risarcita.”

Melania R.

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 country( Reggio Calabria )

“In seguito ad un incidente avvenuto in autostrada ero deciso ad affidare la mia pratica al mio avvocato di fiducia, ma consultando internet sono stato attratto dalla filosofia di Risarcimento Facile che mi prometteva il massimo risultato senza l'anticipo di nessuna spesa. Tutto si è rivelato veritiero e si è concluso al meglio e in tempi ragionevoli.”

LORENZO C.

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“In quell’incidente maledetto ho perso mio padre. Navigando in Internet ho scoperto Risarcimento Facile, inizialmente ero molto diffidente, poi mi sono detto: ”Ci provo!”, e ho fatto bene, ho trovato delle brave persone e dei professionisti seri!”

FRANCESCO F.

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“Viale Università a Lecce in bici, di macchine nel traffico ce ne sono, ma quel giorno un deficiente non mi ha visto e mi ha investito nel bel mezzo delle strisce pedonali vicino l’obelisco. Ringrazio tutto lo staff perché fin dai giorni in ospedale e fino a quando non ho ottenuto il risarcimento mi hanno sopportato.”

TORSELLO D.

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CASI RISOLTI

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