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Colpa medica


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Accertamento della colpa medica per omissione.

La quarta sezione penale della Corte di Cassazione, con la sentenza del 14 Gennaio 2013, n.1716 ha così deciso che nell’accertamento della colpa medica per omissione, il nesso causale o anche nesso eziologico, ossia la relazione tra atto o fatto e il conseguente effetto, che ne deriva, non può essere tratto dai dati statistici.

Infatti, è fondamentale nella ricomposizione del nesso, non prescindere dai fatti riguardanti la causa dell’evento, perché solo conoscendo nell’aspetto totalizzante e quindi sia dal punto di vista della manifestazione,  con la relativa evoluzione della malattia, compresi gli aspetti scientifici, si può procedere ad un’accurata analisi della condotta (omissiva), colposa, attribuita alla figura del sanitario. In tal modo, si potrà chiarire anche, se l’evento si sarebbe potuto evitare.

In un passato ormai lontano, anche se non lontanissimo, ben pochi erano i procedimenti giudiziari penali nei confronti dei medici e quando i processi a carico degli specialisti sanitari cominciarono a diventare sempre più assidui, le sentenze  asserivano  che in tema di colpa professionale, in particolare di quella medica,  era rilevante ai fini della responsabilità penale la sola colpa grave, fedelmente a quanto previsto in tema di responsabilità civile dall'articolo 2236 del codice civile.

Tale conclusione scaturiva anche perché, per il principio dell'unità dell'ordinamento giuridico, diveniva assai complicato supporre che uno stesso comportamento potesse essere civilmente lecito e penalmente illecito; quindi, quelle sentenze, ritenevano colpa grave "quella derivante dall'errore irreparabile o dall’ ignoranza di principi elementari attinenti all'esercizio dell'attività sanitaria".

In ogni caso, però, il limite della colpa grave veniva solitamente attribuito alla sola colpa per incompetenza,  mentre rispetto alla negligenza  si riteneva che la valutazione dell'attività del medico dovesse essere improntata a criteri di normale severità.

L’orientamento più limitativo alla fine è prevalso e negli ultimi anni  "nella valutazione in ambito penale della colpa medica non trova applicazione il principio civilistico della rilevanza soltanto della colpa grave, la quale assume eventuale rilievo solo ai fini della graduazione della pena".

Così la sentenza Calò del 2008, nella cui motivazione la Corte ha sottolineato che ormai la giurisprudenza "è consolidata nel senso che la colpa debba essere valutata, nell'ambito penale; e che, invece, non trovi applicazione il principio civilistico, espresso dall'articolo 2236 del codice civile, secondo cui nell'ambito considerato rileva la sola colpa grave.

La giurisprudenza civile riguarda il risarcimento del danno quando la prestazione professionale comporta la soluzione di problemi tecnici di particolare difficoltà e non può essere applicata all'ambito penale né in via estensiva, data la completezza e l'omogeneità della disciplina penale della colpa, né in via analogica, vietata per il carattere eccezionale della disposizione rispetto ai principi in materia.

Arriviamo ora alla Legge Balduzzi, articolo3, comma1.

La suddetta legge stabilisce:

"l’esercente la professione sanitaria che nello svolgimento della propria attività si attiene a linee guida e buone pratiche accreditate dalla comunità scientifica non risponde penalmente per colpa lieve. In tali casi resta comunque fermo l’obbligo di cui all’articolo 2043 del codice civile. Il giudice, anche nella determinazione del risarcimento del danno, tiene debitamente conto della condotta di cui al primo periodo".

 

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Commenti all' articolo

Autore: geometra esposito carlo
commento del 17/05/2015 ora 15:13
salve,un mio assistito,accidentalmente si da fuoco alle gambe,viene portato con urgenza all'ospedale,lo dimettono con dei farmaci prescritti,era affetto di diabete,alcolizzato,problemi al fegato,viene nuovamente ricoverato ad un'altro ospedale,ove i sanitari gli somministrano dei farmaci da causare il decesso.chiediamo la riesumazione,viene incaricato un medico legale,giustificandosi con il giudice si rifiuta di riesumare, consultando le cartelle cliniche,puo'dare un parere dalla documentazione

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Dicono di noi


Carmelo S.

Stavo andando a lavoro e per un cretino non ci sono arrivato e mi sono rotto pure il femore. L’assicurazione non voleva pagare e soldi per un avvocato e per le perizie mediche non ne avevo. Per fortuna loro hanno anticipato tutte le spese e una volta avuto il risarcimento si sono ripresa la loro parte. Grazie.

Francesco F.
In quell’incidente maledetto ho perso mio padre. Navigando in Internet ho scoperto Risarcimento Facile, inizialmente ero molto diffidente, poi mi sono detto: ”Ci provo!”, e ho fatto bene, ho trovato delle brave persone e dei professionisti seri!
Anna F. (Matera)

Sono contenta di aver scelto Risarcimento Facile, perchè mi ha sostenuto nel disbrigo della pratica di risarcimento danni per un sinistro stradale, a causa del quale ho riportato la frattura di un polso e il colpo di frusta. Il servizio è stato tempestivo e soprattutto l'assistenza totale mi ha accompagnata per ottenere la giusta compensazione in brevissimo tempo.

Torsello D. Lecce

Viale Università a Lecce in bici, di macchine nel traffico ce ne sono, ma quel giorno un deficiente non mi ha visto e mi ha investito nel bel mezzo delle strisce pedonali vicino l’obelisco. Ringrazio tutto lo staff perché fin dai giorni in ospedale e fino a quando non ho ottenuto il risarcimento mi hanno sopportato.






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