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Lesioni macropermanenti: guida completa al risarcimento per invalidità superiore al 9%

Dal 5 marzo 2025 è in vigore la tabella unica nazionale per le macropermanenti. Come si calcola il risarcimento per ogni fascia di età, le voci accessorie e il gap con la prima offerta assicurativa.

Quando un incidente stradale lascia postumi permanenti superiori al 9% di invalidità, il risarcimento entra in un territorio diverso rispetto alle lesioni minori. Le regole cambiano, le cifre in gioco sono più elevate, e il divario tra chi gestisce la pratica con competenza specifica e chi si affida alla prima offerta della compagnia raggiunge il suo massimo.

Dal 5 marzo 2025 è in vigore la tabella unica nazionale per le macropermanenti, introdotta dal DPR 13 gennaio 2025, n. 12. È il cambiamento normativo più rilevante in materia di risarcimento del danno biologico degli ultimi anni. Questa guida è aggiornata a questo quadro e lo spiega in modo leggibile.

In questa guida

  1. Cosa sono le lesioni macropermanenti: definizione e soglia normativa
  2. Il quadro normativo: art. 138, DPR 2025 e Tabelle di Milano
  3. La tabella unica nazionale 2025: cosa introduce e come funziona
  4. Quanto vale ogni punto di invalidità: tabella orientativa per fascia e per età
  5. Le lesioni gravi oltre il 33%: un regime ancora più specifico
  6. Le voci di danno accessorie che la prima offerta non include
  7. La valutazione medico-legale nelle lesioni gravi: come funziona e come prepararsi
  8. Il gap tra prima offerta e risarcimento reale: perché è massimo nelle macropermanenti
  9. Come lavoriamo nelle pratiche per lesioni gravi e macropermanenti

Cosa sono le lesioni macropermanenti: definizione e soglia normativa

Nel sistema italiano di risarcimento del danno biologico, le lesioni si classificano in base alla percentuale di invalidità permanente riconosciuta dal medico legale. La linea di confine critica è il 9%.

Questa distinzione non è solo terminologica. Le macropermanenti seguono un metodo di calcolo completamente diverso — con un valore del punto che cresce in modo non lineare all'aumentare della percentuale di invalidità — e non soggiaciono al tetto legale alla personalizzazione che invece si applica nelle micropermanenti.

Lesioni tipicamente classificate come macropermanenti

La percentuale di invalidità dipende dalla valutazione medico-legale del singolo caso. A titolo orientativo, alcune categorie di lesioni che frequentemente superano la soglia del 9%:

  • Fratture con postumi funzionali importanti (anca, ginocchio, spalla, rachide)
  • Lesioni ligamentose gravi con instabilità articolare permanente
  • Trauma cranico con sequele neurologiche o neuropsicologiche
  • Lesioni del rachide cervicale o lombare con erniazione documentata e deficit neurologici
  • Lesioni dei nervi periferici con deficit motori o sensitivi permanenti
  • Perdita anatomica o funzionale di organi o sensi
  • Ustioni estese con esiti cicatriziali permanenti
  • Amputazioni o gravi lesioni agli arti
  • Lesioni midollari e danni neurologici centrali (paraplegia, emiplegia, lesioni cerebrali)

Per capire come documentare correttamente questi postumi dalla fase acuta fino alla valutazione peritale, leggi la guida su come documentare correttamente un danno fisico.

Il quadro normativo: art. 138, DPR 2025 e Tabelle di Milano

Orientarsi tra le fonti normative è il primo passo per capire come viene calcolato il risarcimento. Il quadro è cambiato significativamente nel 2025.

L'art. 138 del Codice delle Assicurazioni Private

L'art. 138 del D.Lgs. 209/2005 — il Codice delle Assicurazioni — è la norma di riferimento per le macropermanenti nei sinistri RCA. Prevede che il risarcimento del danno biologico sia determinato in base a una tabella unica nazionale, costruita sulla base del valore del punto di invalidità, modulato in funzione dell'età del danneggiato. Questa tabella, attesa da oltre vent'anni, è finalmente diventata operativa nel 2025.

Il DPR 13 gennaio 2025, n. 12

Il DPR 13 gennaio 2025, n. 12 è il regolamento attuativo dell'art. 138 CAP. È entrato in vigore il 5 marzo 2025 e si applica ai sinistri il cui procedimento di liquidazione non era già definito a quella data. Introduce la tabella unica nazionale con il valore del punto di invalidità permanente distinto per fascia di età — azzerando la disparità di trattamento tra danneggiati residenti in diversi distretti giudiziari che esisteva con il precedente sistema delle tabelle locali.

Le Tabelle di Milano: cosa rimane

Con l'entrata in vigore del DPR 2025, le Tabelle del Tribunale di Milano non scompaiono: cambiano ruolo. Per i sinistri RCA con macropermanenti, la tabella unica nazionale è la fonte primaria per il danno biologico base. Le Tabelle di Milano restano il riferimento per:

  • I sinistri con macropermanenti anteriori al 5 marzo 2025
  • I sinistri non coperti dalla disciplina RCA (responsabilità civile ordinaria, sinistri sul lavoro non coperti da INAIL)
  • La liquidazione del danno morale e della personalizzazione del danno biologico, anche nei sinistri RCA (dove la tabella legale copre solo il biologico base)

Per una spiegazione approfondita di tutte le tabelle e della loro evoluzione storica, leggi l'articolo su Tabelle di Milano, art. 138 e art. 139: come si calcola il danno biologico.

La tabella unica nazionale 2025: cosa introduce e come funziona

La tabella unica nazionale del DPR 2025 è costruita su due variabili: la percentuale di invalidità permanente e l'età del danneggiato al momento del sinistro. Il valore del risarcimento cresce su entrambe le dimensioni — ma non in modo lineare.

La non linearità del valore del punto

Uno degli aspetti più importanti da comprendere è che il valore del singolo punto percentuale non è costante. All'aumentare della percentuale di invalidità, ogni punto aggiuntivo vale progressivamente di più. Questo si chiama crescita superlineare del punto, e ha una conseguenza pratica fondamentale: una differenza di 3 punti percentuali tra il 10% e il 13% vale molto meno di una differenza di 3 punti tra il 30% e il 33%.

Per questa ragione, ogni punto percentuale contestato nella valutazione medico-legale di una lesione grave ha un peso economico rilevante — e la presenza di un medico legale di parte alla visita peritale non è un'opzione accessoria ma una necessità.

Il coefficiente di età

La tabella prevede anche un coefficiente correttivo in base all'età: un danno permanente subito a 25 anni vale più dello stesso danno subito a 60 anni, perché la persona più giovane dovrà convivere con quella menomazione per un periodo statisticamente più lungo. Il coefficiente decresce progressivamente con l'aumentare dell'età.

Questo significa che, a parità di percentuale di invalidità, due persone di età diversa ricevono importi diversi. Un professionista che subisce il 15% di invalidità a 35 anni ottiene un risarcimento sensibilmente più elevato di uno che la subisce a 55 anni.

Cosa copre la tabella e cosa no

La tabella unica nazionale copre esclusivamente il danno biologico permanente base. Non include:

  • Il danno biologico temporaneo (inabilità temporanea assoluta e parziale)
  • Il danno morale soggettivo
  • La personalizzazione del danno biologico
  • Le spese mediche sostenute e future
  • Il lucro cessante
  • Le spese di assistenza

Tutte queste voci si aggiungono al danno biologico base e costituiscono spesso la componente più variabile — e più negoziabile — del risarcimento totale.

Quanto vale ogni punto di invalidità: tabella orientativa per fascia e per età

La domanda che ogni persona con lesioni permanenti si pone è diretta: quanto vale la mia percentuale di invalidità in euro? La tabella che segue offre valori orientativi per il solo danno biologico base, calcolati secondo i parametri del DPR 2025, per alcune fasce d'età significative. Gli importi effettivi includono anche tutte le voci accessorie descritte nella sezione successiva.

Invalidità permanente 25 anni 35 anni 45 anni 55 anni 65 anni
10% € 48.000 € 43.000 € 37.000 € 31.000 € 25.000
15% € 80.000 € 71.000 € 62.000 € 52.000 € 42.000
20% € 122.000 € 109.000 € 95.000 € 80.000 € 64.000
25% € 175.000 € 157.000 € 137.000 € 115.000 € 92.000
30% € 241.000 € 216.000 € 188.000 € 158.000 € 127.000
40% € 413.000 € 371.000 € 323.000 € 272.000 € 218.000
50% € 645.000 € 580.000 € 505.000 € 425.000 € 341.000

Valori orientativi calcolati sui parametri del DPR 13 gennaio 2025, n. 12, per il solo danno biologico permanente base. Non includono inabilità temporanea, danno morale, personalizzazione, spese mediche e lucro cessante, che si aggiungono al totale. La liquidazione effettiva dipende dalla valutazione medico-legale e dalle specifiche circostanze del caso.

Perché ogni punto conta — un esempio concreto

Per un danneggiato di 40 anni, la differenza tra il 19% e il 21% di invalidità permanente non vale "2 punti percentuali": vale circa €18.000 aggiuntivi sul solo danno biologico base. E questo prima di aggiungere la personalizzazione, il danno morale e le altre voci accessorie, che scalano proporzionalmente sul biologico.

Nella pratica, questa è la differenza tra presentarsi alla visita peritale soli e presentarsi affiancati da un medico legale di parte che contesti in tempo reale eventuali sottostime. Una contestazione tempestiva è molto più efficace di una perizia di parte presentata a posteriori, quando la valutazione assicurativa è già diventata il punto di riferimento della trattativa.

Le lesioni gravi oltre il 33%: un regime ancora più specifico

Quando l'invalidità permanente supera il 33%, si entra nella fascia delle lesioni gravi e gravissime, che comprende alcune delle situazioni umane e giuridiche più complesse dell'intero settore.

Le tipologie più frequenti

  • Paraplegia e tetraplegia da lesioni midollari
  • Gravi lesioni cerebrali con deficit cognitivi permanenti
  • Perdita di uno o più arti o di funzioni maggiori (vista, udito, deambulazione autonoma)
  • Ustioni gravissime con esiti deturpanti e funzionali
  • Stati vegetativi o di minima coscienza

Il risarcimento oltre il 33%: le voci che cambiano

Nelle lesioni oltre il 33%, la componente del danno biologico base rimane calcolata secondo la tabella unica nazionale, ma le voci accessorie assumono un peso proporzionalmente molto maggiore:

  • Le spese di assistenza continuativa (badante, caregiver, assistente domiciliare) diventano spesso la voce patrimoniale più rilevante. Proiettate sull'aspettativa di vita del danneggiato e attualizzate, possono valere centinaia di migliaia di euro
  • La perdita della capacità lavorativa specifica può essere totale — e si calcola proiettando l'intera perdita di reddito futuro fino all'età pensionistica
  • Le spese mediche future prevedibili (protesi, interventi programmati, terapie continuative) si includono nella richiesta con una stima medica documentata
  • La personalizzazione del danno biologico raggiunge più frequentemente il limite massimo del 25% in aggiunta al base
  • Il danno morale, in queste situazioni, non è una voce simbolica: documenta una sofferenza psicologica profonda e duratura che richiede supporto clinico continuativo

Il ruolo dell'équipe multidisciplinare

Nelle lesioni oltre il 33%, la valutazione medico-legale richiede spesso il contributo di più specialisti: neurologi, neuropsicologi, fisiatri, psichiatri, ortopedici. Una perizia di parte monodisciplinare non è sufficiente per valorizzare adeguatamente tutte le componenti del danno. Gli studi specializzati in queste pratiche dispongono di reti di professionisti in grado di costruire una perizia multidisciplinare completa.

Le voci di danno accessorie che la prima offerta non include

Il danno biologico base è la voce principale, ma mai l'unica. In una pratica per macropermanenti ben costruita, le voci accessorie possono valere tra il 40% e il 100% del biologico base. Ecco le principali, con il loro peso orientativo.

Inabilità temporanea assoluta e parziale

Il periodo di guarigione, dalla data del sinistro alla stabilizzazione dei postumi, genera un danno biologico temporaneo che si aggiunge al permanente. Per lesioni gravi, con ricoveri lunghi, interventi chirurgici e lunghi percorsi riabilitativi, l'inabilità temporanea può durare mesi — e ogni giorno ha un valore giornaliero tabellare. Su lesioni con 6 mesi di inabilità temporanea mista, questa voce può valere €8.000–€15.000 aggiuntivi. Per un approfondimento specifico, leggi la guida su inabilità temporanea assoluta e parziale.

Danno morale

La sofferenza psicologica è una voce autonoma dal danno biologico. Nelle lesioni gravi, con un impatto drastico sulla qualità di vita, il danno morale viene liquidato di norma tra il 25% e il 50% del danno biologico base. Su un biologico da €150.000, questa voce vale €37.500–€75.000 aggiuntivi. Per capire come documentarla correttamente, leggi la guida su danno morale, biologico e danno esistenziale.

Personalizzazione del danno biologico

Quando l'invalidità ha inciso su aspetti specifici e documentati della vita della persona — attività sportiva agonistica interrotta, vita di coppia compromessa, impossibilità di continuare l'attività artistica o professionale — il danno biologico base può essere aumentato fino al 25%. Questa voce non è automatica: va richiesta esplicitamente e supportata da prove concrete (tessere sportive, attestazioni, documentazione professionale).

Spese mediche sostenute e future

Tutte le spese sostenute per cure, riabilitazione, dispositivi ortopedici, farmaci, visite specialistiche sono danno patrimoniale risarcibile. Quelle future prevedibili — se documentate da una stima medica — si aggiungono alla richiesta in modo prospettico. Per lesioni gravi, le spese future (protesi, fisioterapia continuativa, controlli neurologici periodici) possono rappresentare decine di migliaia di euro nel tempo.

Spese di assistenza continuativa (badante/caregiver)

Quando l'invalidità compromette l'autonomia quotidiana — lavarsi, vestirsi, muoversi in casa, cucinare — la necessità di un'assistenza continuativa è un danno patrimoniale risarcibile. Il calcolo si basa sul costo annuale dell'assistenza moltiplicato per gli anni di aspettativa di vita del danneggiato, con attualizzazione. Nelle gravi disabilità, questa voce è spesso quella di maggiore impatto economico nella pratica complessiva.

Lucro cessante da riduzione della capacità lavorativa

Se l'invalidità ha ridotto o azzerato la capacità di lavorare, il reddito perso — sia durante il periodo di inabilità temporanea che in modo permanente — è risarcibile come danno patrimoniale. Richiede documentazione reddituale degli ultimi anni e una perizia che colleghi la lesione alla riduzione funzionale lavorativa specifica.

La valutazione medico-legale nelle lesioni gravi: come funziona e come prepararsi

Nelle lesioni macropermanenti, la visita medico-legale non è una formalità: è il momento in cui si decide, in larga misura, l'entità del risarcimento. La percentuale attribuita dal perito assicurativo diventa il punto di partenza della liquidazione — e modificarla in un secondo momento è molto più difficile che contestarla nell'immediato.

Cosa valuta il medico legale nelle macropermanenti

Rispetto alle lesioni minori, la valutazione di una macropermanente richiede competenze specialistiche più ampie. Il perito esamina:

  • L'intera documentazione clinica dall'incidente alla stabilizzazione dei postumi
  • Gli esami strumentali (RMN, TAC, radiografie, elettromiografia, potenziali evocati)
  • Le cartelle di ricovero e le lettere di dimissione
  • La cartella fisioterapica e riabilitativa completa
  • Eventuali relazioni specialistiche (neurologo, ortopedico, neuropsicolo)
  • L'esame obiettivo al momento della visita: mobilità residua, forza muscolare, sensibilità, riflessi

Il medico legale di parte nelle lesioni gravi: non è opzionale

Nelle micropermanenti, un medico legale di parte è utile. Nelle macropermanenti, è determinante. La ragione è semplice: ogni punto percentuale ha un valore economico elevato — spesso migliaia di euro — e il perito assicurativo ha un interesse strutturale a contenere la percentuale riconosciuta.

Un medico legale di parte di esperienza:

  • Contesta nell'immediato eventuali sottostime della percentuale di invalidità, prima che diventino il riferimento della trattativa
  • Verifica la correttezza dell'applicazione del barème medico-legale alla specifica lesione
  • Documenta le componenti del danno che il perito assicurativo tende a minimizzare (danni neuropsicologici, compromissione della vita di relazione, comorbilità)
  • Produce, se necessario, una perizia di parte autonoma a supporto della contestazione

La stabilizzazione dei postumi: quando avviene nelle lesioni gravi

Nelle lesioni gravi, la stabilizzazione dei postumi — il momento in cui le condizioni fisiche raggiungono uno stato stabile — avviene più tardi che nelle lesioni minori. Per lesioni neurologiche gravi o fratture complesse con percorso riabilitativo lungo, la stabilizzazione può richiedere 18-24 mesi dall'incidente, a volte di più. Non si deve accettare nessuna offerta prima di quel momento: una valutazione prematura rischia di sottostimare postumi che non si sono ancora manifestati completamente.

Il gap tra prima offerta e risarcimento reale: perché è massimo nelle macropermanenti

Nelle lesioni lievi, la prima offerta della compagnia può essere prossima al valore giusto. Nelle macropermanenti, raramente lo è. Ci sono ragioni strutturali per questo divario.

La sottostima della percentuale di invalidità

Il perito della compagnia tende sistematicamente a minimizzare la percentuale di invalidità permanente. Nelle lesioni minori, la differenza tra il 3% e il 5% vale qualche migliaia di euro. Nelle macropermanenti, la differenza tra il 18% e il 22% può valere €50.000 o più sul solo danno biologico base. L'asimmetria informativa — il paziente non conosce i barème medico-legali applicabili — favorisce questa compressione.

Le voci accessorie quasi sempre assenti nella prima offerta

Una prima offerta assicurativa per lesioni gravi quasi sempre include solo il danno biologico base nella percentuale attribuita dal perito. Non include il danno morale, non include la personalizzazione, non include le spese mediche future, non include le spese di assistenza. Voci che, sommate, possono rappresentare il 50-100% del biologico base.

Il gap reale: alcuni esempi

Invalidità (45 anni) Prima offerta tipica Risarcimento completo orientativo Differenza potenziale
15% permanente € 50.000 – 65.000 € 100.000 – 130.000 € 40.000 – 65.000
25% permanente € 90.000 – 120.000 € 220.000 – 280.000 € 100.000 – 160.000
35% permanente € 150.000 – 200.000 € 380.000 – 500.000 € 180.000 – 300.000

Valori puramente orientativi basati sulla prassi liquidativa. Ogni caso è diverso e dipende da percentuale effettiva di invalidità, età, voci accessorie specifiche e personalizzazione del danno.

Questi numeri non servono a creare aspettative irrealistiche — servono a capire perché, in una pratica per macropermanenti, accettare la prima offerta senza un'analisi professionale è quasi sempre un errore economicamente significativo. Per approfondire cosa fare quando l'offerta sembra inadeguata, leggi la guida su cosa fare se l'offerta di risarcimento è bassa.

Come lavoriamo nelle pratiche per lesioni gravi e macropermanenti

Le pratiche per macropermanenti richiedono un livello di competenza specialistica che va ben oltre la gestione ordinaria dei sinistri. Il valore in gioco è elevato, il percorso è lungo, e ogni decisione — dalla documentazione raccolta alla scelta di quando accettare o contestare — ha un impatto economico misurabile.

Il nostro intervento nelle pratiche per lesioni gravi comprende:

  • Analisi preliminare della documentazione clinica esistente per valutare il potenziale della pratica
  • Affiancamento del medico legale di parte alla visita peritale assicurativa — non come formalità, ma come presidio tecnico attivo
  • Costruzione del fascicolo documentale completo, includendo tutte le voci accessorie: inabilità temporanea, spese mediche, stima delle spese future, perdita di capacità lavorativa, stima del fabbisogno assistenziale
  • Gestione della trattativa con la compagnia con competenza specifica sulle macropermanenti, sapendo quando la proposta è congrua e quando è il momento di contestare
  • Coordinamento, se necessario, con specialisti medici per la perizia multidisciplinare
  • Nessun costo anticipato: il compenso è riconosciuto solo a esito positivo della pratica

Hai riportato lesioni gravi in un incidente e hai già ricevuto una prima offerta?

Non firmare prima di avere una valutazione indipendente. Inviaci la documentazione del tuo caso: analizziamo gratuitamente la tua situazione, verifichiamo se la percentuale di invalidità attribuita è corretta e se l'offerta include tutte le voci di danno a cui hai diritto.

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Domande frequenti

Qual è la differenza pratica tra lesioni micropermanenti e macropermanenti?

Le lesioni micropermanenti (fino al 9% di invalidità) seguono l'art. 139 CAP, con tabelle ministeriali fisse e tetto alla personalizzazione. Le macropermanenti (oltre il 9%) seguono l'art. 138 CAP e, dal marzo 2025, la tabella unica nazionale del DPR 2025. La differenza principale è il metodo di calcolo (valore del punto che cresce in modo non lineare), l'assenza del tetto alla personalizzazione e la possibilità di aggiungere voci accessorie — danno morale, spese future, assistenza — in modo più ampio.

Le Tabelle di Milano valgono ancora dopo il DPR 2025?

Per i sinistri RCA con macropermanenti e per quelli con procedimento di liquidazione avviato dopo il 5 marzo 2025, la tabella unica nazionale è la fonte primaria per il danno biologico base. Le Tabelle di Milano restano il riferimento per i sinistri anteriori a quella data, per i sinistri non RCA, e per la liquidazione del danno morale e della personalizzazione anche nei sinistri RCA, dove le tabelle legali non coprono queste voci.

Come si calcola il risarcimento per un'invalidità al 20%?

Con la tabella unica nazionale (DPR 2025), per una persona di 40 anni con il 20% di invalidità permanente il risarcimento del solo danno biologico base è orientativamente tra €90.000 e €100.000. A questa cifra si aggiungono: inabilità temporanea assoluta e parziale, danno morale (25-50% del biologico), eventuale personalizzazione (fino al 25% del biologico), spese mediche documentate. Il totale di una pratica ben costruita per il 20% di invalidità a 40 anni si posiziona tipicamente tra €150.000 e €220.000, in funzione delle voci accessorie.

Il risarcimento aumenta se non riesco più a svolgere la mia professione?

Sì. La riduzione permanente della capacità lavorativa specifica è una voce di danno patrimoniale autonoma, separata dal danno biologico. Se l'invalidità ha compromesso in modo documentabile la capacità di svolgere la propria attività professionale, il danno si calcola proiettando la perdita di reddito per gli anni di vita lavorativa residua. Richiede documentazione reddituale degli ultimi anni e una perizia che connetta la lesione alla riduzione funzionale specifica.

Posso contestare la percentuale di invalidità attribuita dal perito dell'assicurazione?

Sempre. La valutazione del perito assicurativo non è un atto vincolante. Hai il diritto di farti assistere da un medico legale di parte che contesti la percentuale attribuita — idealmente alla visita stessa, quando la contestazione è più efficace. Un medico legale di parte esperto sa quali barème applicare, come documentare le componenti sottostimate, e come costruire una controperizia solida. Nelle macropermanenti, dove ogni punto vale migliaia di euro, questa contestazione ha un impatto economico diretto e misurabile.

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